Studi e ricerche

Ricerca scientifica

La ricerca è definibile come un’attività dinamica svolta da studiosi e ricercatori che ha l’obiettivo di costruire un patrimonio crescente di conoscenze. 

La ricerca scientifica, per essere tale, deve utilizzare esclusivamente metodi intersoggettivi e condivisi, cioè basati sul metodo scientifico, la modalità con cui la scienza indaga sulla realtà più affermata nel processo di definizione della conoscenza.

I nostri campi di intervento

Grazie all’esperienza pregressa, alle collaborazioni e partnership con enti accademici e di ricerca, laboratori ed aziende, siamo in grado di realizzare ricerche finalizzate a facilitare il trasferimento scientifico e tecnologico, a indicare le direttive di sviluppo del territorio, a individuare e ottimizzare i modelli di business, a prevenire e valutare i rischi psico-sociali del lavoro, a  valorizzare gli asset organizzativi e a sviluppare le risorse umane, attraverso il ricorso ad una vasta gamma di approcci e metodiche di ricerca, prescelti a seconda del settore di intervento, delle finalità e degli obiettivi perseguiti dagli interventi realizzati, come di seguito descritti:

- Cambiamento e sviluppo organizzativo

•       Analisi del clima di lavoro
•       Valutazione benessere organizzativo
•      Analisi sulla prontezza al cambiamento

- Formazione e sviluppo risorse umane

  • Analisi dei fabbisogni formativi e di competenze
  • Bilancio delle competenze
  • Monitoraggio e valutazione degli apprendimenti

- Innovazione e trasferimento tecnologico

  • Studi sugli scenari di sviluppo scientifico e tecnologico
  • Casi di studio – esplorativi , descrittivi, esplicativi
  • Sondaggi end users
  • Indagini customer value e customer satisfaction.

- Sviluppo business model

  • Analisi settoriali e territoriali
  • Analisi della concorrenza (prezzi, prodotti e servizi)
  • Analisi comparativa dei modelli di business
  • Concept di innovazione
  • Indagini di mercato.

- Sviluppo del territorio

  • Indagini previsionali (socio-economiche, territoriali e settoriali)
  • Ricerche socio-economiche
  • Analisi del mercato del lavoro
  • Studi statistici e demografici 
  • Survey e sondaggi demoscopici
  • Analisi dei fabbisogni formativi e professionali
  • Benchmarking turistico-culturale.

  • Approcci e metodologie R&I

    Il nostro approccio teorico di riferimento è quello specifico dell'”Innovazione aperta” (in inglese Open Innovation) su cui si basa il nuovo concetto di innovazione coniato dell’economista statunitense dell'University of California a Berkeley Henry William Chesbrough, il quale afferma che le imprese possono e debbono fare ricorso ed accedere a idee e percorsi interni ed esterni ai mercati se vogliono progredire nelle loro competenze tecnologiche.

    In estrema sintesi, nello scenario attuale non si ritiene che sia più necessario sviluppare internamente la ricerca per generare valore, ma la tendenza è quella di puntare su di un modello di business che sappia sfruttare e valorizzare al meglio le migliori innovazioni che il mercato offre all'esterno, trasferendole all'interno del nostro modello di business. In coerenza con le sfide attuali delle “nuove frontiere dell’open innovation”  le metodiche messe a punto e utilizzate a seconda dei diversi destinatari, contesti e finalità della ricerca dall'Associazione sono le seguenti.


    Studi di caso

    Gli Studi di caso sono realizzati secondo modalità e in contesti diversi:      

    • Esplicativi - sono realizzati al fine di assicurare la validità e l’affidabilità della ricerca attraverso la creazione e la gestione di gruppi di End user.
    • Esplorativi- riguardano il contesto esterno e vengono realizzati attraverso Analisi dello    stato dell’arte, inclusi articoli scientifici e brevetti e utilizzati al fine della messa a punto del  progetto di Ricerca e Sviluppo;
    • Descrittivi - sono svolti, a seconda dei casi, all’esterno o all’interno dell’organizzazione, utilizzati ai fini identificazione di componenti e funzioni del prodotto/processo la cui innovazione può avere maggiore impatto sul mercato dello studio dell’impatto prodotto o atteso dall’innovazione.


    Ricerche socio-economiche  quantitative e qualitative

    Sia la ricerca quantitativa, sia l’approccio qualitativo hanno pari dignità dal punto di vista scientifico ma notevoli differenze fra loro:   

    - i primi sono quelli che quantificano in modo preciso ed oggettivo, producendo dei dati misurabili, ma che limitano il pensiero, costretto a conformarsi alle risposte, standardizzando i dati ricavati; 

    - i secondi sono più completi ma più imprecisi e meno misurabili, attuano distinzioni più fini, rilevando la soggettività. 

    La scelta del metodo dipende dall’indagine da svolgere.

    Fra i principali vantaggi del metodo quantitativo, la possibilità di raggiungere numerosità più elevate di campioni randomizzati è certamente il più importante. In questo modo, infatti, si ritiene di poter generalizzare conclusioni più attendibili e valide. Inoltre, software di analisi statistica possono ridurre notevolmente il tempo del data analysis e ottenere misurazioni focalizzate su poche e specifiche variabili di interesse.

    Tuttavia, il metodo quantitativo generalmente non considera il  significato intrinseco dei fenomeni sociali, né è in grado di misurare le modalità con cui una società si forma e si mantiene o le modalità con cui le persone interpretano le proprie azioni e quelle del prossimo e così via: esistono, infatti, delle variabili che non possono essere misurate. 

    Dunque,  il metodo quantitativo produce un'istantanea immobile di un fenomeno, privo di qualsiasi dinamicità e povero di dettagli.    

    Al contrario, l’approccio di ricerca qualitativa ha il vantaggio di produrre una ricca quantità di dettagli che non è facile ottenere attraverso il metodo quantitativo, quali emozioni, opinioni, esperienze e prospettive dei 

     

    partecipanti, attraverso l’interpretazione delle loro azioni in significati; è ottimo per il confronto fra diverse prospettive di un medesimo fenomeno, come l’indagine del percepito, del vissuto di malattia da parte non solo della persona che soffre per quella determinata patologia, ma anche del medico curante, dei famigliari, di eventuali badanti o insegnanti (nel caso di pazienti più giovani)… Si può dunque affermare che la metodologia qualitativa è lstica,  dal momento che comprende l’analisi del contesto sociale, culturale, valoriale e personale del fenomeno indagato, aggiungendo significato al valore quantitativo. In conseguenza della flessibilità e libertà dell’analisi qualitativa, è inoltre possibile rendere anche fenomeni particolarmente complessi, come la relazione di cura fra medico e paziente, più facilmente comprensibili ai molti.

    Metodi utilizzati

    Per la realizzazione di indagini quantitative, ci avvaliamo di interviste personali, telefoniche e postali e di metodiche e applicazioni software specialistiche, attraverso il ricorso ai metodi CATI e CAVI, associati a sistemi di tabulazione avanzati con i quali vengono prodotte tavole statistiche di output alle ricerche. Per le analisi qualitative utilizziamo metodologie idonee ad effettuare studi approfonditi e dettagliati, quali Studi di caso, Benchmarking, Panel, Swot Analisys ecc.


    Ricerche previsionali

    Le indagini previsionali permettono di costruire in tempi rapidi scenari scientificamente attendibili sullo sviluppo che i fenomeni socioeconomici potranno assumere nei prossimi anni e le ricadute che potranno attendersi nei diversi settori e campi di interesse.

    Il modello metodologico utilizzato fornisce agli imprenditori, agli amministratori, ai manager e agli operatori dei diversi settori che operano sia in ambito pubblico, sia privato, le indicazioni in base alle quali effettuare programmazioni e interventi nel breve, medio e lungo periodo.

    Le indagini sono realizzate attraverso i metodi Delphi e Multiscenari (variante del metodo dell’Impatto incrociato), utilizzati dalle più prestigiose istituzioni scientifiche a livello internazionale. Questi metodi possono essere applicati ad archi temporali diversificati e si basano sulla consultazione, in due o più stadi, di un panel interdisciplinare di autorevoli esperti. 

    Costruzione di osservatori settoriali e territoriali

    L’analisi della domanda e della offerta sono parte integrante di un’analisi di mercato che insieme al piano di marketing rappresenta uno strumento fondamentale per delineare una strategia efficace in base alla complessità del mercato e ad una verifica del posizionamento della concorrenza. L’Associazione si è specializzata nell’ Analisi di mercato e nella costruzione di Osservatori settoriali e territoriali, basati sulla rilevazione di dati statistici, economici, tecnologici, demografici e sociali. Le analisi sono realizzate mediante l'Analisi della domanda e dell'offerta, effettuate attraverso i dati provenienti da fonti istituzionali: ISTAT -Istituto Nazionale di Statistica, Banca d'Italia, Uffici di statistica comunali, Agenzia del territorio - OMI, Camere di Commercio, Confindustria, Federdistribuzione, ecc.

    Analisi dei fabbisogni formativi e delle competenze

    Oggi il classico approccio all'analisi dei fabbisogni appare limitato in funzione del nuovo contesto organizzativo e socio-economico e delle nuove esigenze di innovazione in cui l'organizzazione si trova ad operare. Quindi, al pari dei fabbisogni di formazione, ugualmente importanti per l'indagine odierna sono i fabbisogni di innovazione che l'organizzazione esprime.  

    Nella fase attuale l'approccio da noi utilizzato sostituisce, difatti, alla identificazione del fabbisogno con il "gap" ovvero come "scarto" tra le conoscenze e capacità necessarie all'organizzazione e conoscenze e capacità possedute dai singoli, con la competenza,  termine che deriva dal verbo latino competere (da cum e petere “chiedere, dirigersi a” che significa andare insieme, far convergere in un medesimo punto; il che esprime bene l'esigenza di rafforzare la performance, l'interdisciplinarietà, la cooperazione e quindi il benessere psico-sociale delle persone e dell'organizzazione.

    Per fare ciò arricchiamo la classica analisi dei fabbisogni con l'analisi del contesto interno ed esterno in cui l'organizzazione si trova ad operare, per offrire una formazione mirata allo sviluppo di competenze individuali e organizzative focali per la sopravvivenza, lo sviluppo e l'eccellenza dell'organizzazione. Tale approccio è perfettamente coerente con le più recenti tendenze in atto già da qualche anno e, in particolare, allo sviluppo dell'approccio alla formazione denominato Apprendimento collaborativo (in inglese Cooperative learning).

    Sviluppo del territorio

    Realizziamo studi e analisi previsionali  sul mercato del lavoro, sui fabbisogni formativi e professionali, sulle opportunità di sviluppo del territorio.

    Supportiamo gli enti pubblici e privati nella individuazione di strategie di valorizzazione del territorio e nello sviluppo di piani di promozione turistica. Progettiamo e realizziamo interventi in grado di alimentare  un processo di sviluppo delle strutture e il miglioramento  della qualità  dei   servizi. Progettiamo e organizziamo Eventi  con una forte valenza culturale e ambientale, per lo sviluppo di un turismo consapevole  del territorio. 

    Monitoraggio e valutazione

    Ci occupiamo del monitoraggio e della valutazione di progetti di ricerca e formazione avvalendoci di metodologie e strumenti diversi, a seconda dell'azione e degli aspetti riconosciuti come determinanti, in funzione dei risultati in itinere e finali oggetto delle attività.  

    @ Informazioni

    Per richiedere una consulenza sui servizi da noi offerti puoi scrivere a: info@palinsestoperlinnovazione.it.

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    BIBLIOGRAFIA

    (2014) Henry Chesbrough, New Frontiers in Open Innovation, Oxford.
    (2014) F.P. Arcuri, Apprendimento collaborativo ai tempi del web 2.0, in Nuove parole della formazione, D. Lipari, S. Pastore (a cura di), Edizioni Palinsesto, Roma.
    (2013) C. Ciacia (a cura di), Prepararsi al futuro. lavoro e formazione ai tempi del web 2.0, Edizioni Palinsesto, Roma.
    (2012) F. Bochicchio, P.L. Di Viggiano, La formazione partecipata, Guerini Scientifica, Milano.
    (2003) Henry Chesbrough, Open Innovation: The New Imperative for Creating and Profiting from Technology, Mit Sloan Management Review, Spring.
    (2002) Norman K. Denzin, Interpretive Interactionism (Second Editions, Series: Applied Social research Methods Series - Vol. 16), London.
    (1990) F.P. Arcuri, la formazione nella PMI, Buffetti Editore, Milano.
    (1983)G.P. Quaglino, G.P. Carrozzi, Il processo di formazione, Milano.